Caffè … mezzo minuto di raccoglimento

acuti, immagini, riflessioni,
flussi di coscienza, ascolti, ritagli,
sul brand world contemporaneo

a cura di Fredi Perucci

Il caffè, bevuto in piedi, al banco di un bar di Napoli, o chissà dove, possiamo considerarlo il simbolo iconografico della nostra Rinascita post Covid 19. Un gesto abituale, semplice e rituale, paradigma del superamento di un tempo oscuro e virale del quale, inutile ribadirlo, preferiremmo dimenticare le mille e mille drammatiche e definitive conseguenze.
“Un caffè, grazie”. Inutile aggiungere altro. Il barista conosce il suo mestiere e le debolezze al vetro, o decaeffinate, dell’avventore vaccinato. E riprende così una vita abitata. Si ricomincia. Come se nulla fosse successo? Impossibile. Si ricomincia e basta. Ognuno di noi sa perfettamente cosa fare: il suo mestiere. Qualsiasi esso sia sarà sempre e comunque: “Il mestiere più bello del mondo”. Il tuo mestiere.
“Entriamo, ti offro un caffè”. Le labbra rosse di tempo sorridono. Nell’altrove, dimora del tempo, le mille e mille persone scomparse osservano benevole, memori di quel piacevole, infinito, mezzo minuto di raccoglimento.

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